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DEFINIZIONE ED APPLICAZIONE DEL CONTRATTO INTERNAZIONALE

  • 20 Apr, 2015
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  • Contrattualistica internazionale, INCOTERMS, Internazionalizzazione, Made in Italy,

Il contratto internazionale è quel documento con cui viene posto in essere un rapporto giuridico-economico tra due soggetti appartenenti a sistemi giuridici diversi, avendo essi la propria sede d’affari in due Stati differenti.
Quando un imprenditore che vuole commerciare con l’estero e si trova a discutere un contratto con un partner straniero è fondamentale capire la legge che si applicherà in caso di controversie. Abbiamo qui due possibili panorami:

1. si applicherà il sistema normativo:
a) di una delle due parti,
b) o di uno Stato neutro;

2. le parti creeranno un contratto autosufficiente per gestire qualsiasi eventualità e problema che possa sorgere

IPOTESI 1
L’ipotesi 1.a) sarà favorevole alla parte che potrà godere del suo stesso sistema giuridico in caso di problemi. Quindi vi sarà sempre una parte sfavorita.
L’ipotesi 1.b) comporta che entrambe le parti utilizzino un sistema giuridico estraneo ma spesso tale opzione comporta complicazioni per entrambe gli attori in gioco.

A complicare ulteriormente la questione c’è il fatto che esistono 2 sistemi giuridici che ragionano in modo diverso:
1. C’è il sistema giuridico detto Civil Law che ha una codificazione cioè raccolte di norme collocate in codici (quello tedesco, francese, italiano, spagnolo, ecc).
2. C’è il sistema giuridico detto Common Law tipico dei paesi anglosassoni che non è basato su un sistema di codici, bensì sui principi che di volta in volta emergono dalle decisioni dei giudici.
Il vantaggio della Civil Law è la certezza della norma scritta, cosa non ritrovabile nella Common Law

IPOTESI 2
L’ipotesi 2. prevede che le parti si accordino nel gestire eventuali controversie tramite un proprio contratto. Il vantaggio di tale casistica è che il contratto sarà ad hoc per il business che le parti stanno gestendo. Lo svantaggio è che per fare questo nella maggior parte dei casi servirà un esperto che possa redigere chiaramente il contratto. Il che comporterà tempi e costi superiori.
Quest’ultima è la soluzione che viene adottata più spesso se una delle due parti è di origine anglosassone in quanto abituati a redigere contratti con disciplina autosufficiente.

Nel Commercio Internazionale vi sono però principi che valgono trasversalmente a qualsiasi codice venga adottato. Tra questi:
1. la Lex Mercatoria costituita da una serie di principi generali (come ad esempio la correttezza nel rapporti commerciali) che sovrintendono a qualsiasi traffico del commercio internazionale.
2. INCONTERMS stabiliti dalla Camera di Commercio Internazionale di Parigi.
3. Convenzione di Vienna sulla vendita di beni mobili per quei contratti tra partner che appartengono a paesi che l’hanno sottoscritta.

 

Leggi l’articolo sul Giornale delle PMI

21.04.2015

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